storia?

Addossata alle mura civiche, lungo la dorsale della collina che scende dalla Rocca , possiede il tipico orientamento sull’asse Est – Ovest con l’abside rivolta verso levante.
Il primo documento conosciuto che attesta la presenza di una Chiesa dedicata a S. Antonio abate risale al 1530.
In occasione di una visita pastorale datata 17-5-1530 del Vescovo di Verona Gian Matteo Giberti. Da queste scarne note possiamo dedurre che la Chiesa si trovava in stato di abbandono, e perciò era stata costruita già da parecchi anni.
Nel 1590 il Comune di Lonato dà avvio la “costruzione della Chiesa”; evidentemente si tratta di una ricostruzione o di un ampliamento dell’edificio preesistente. I lavori proseguono fino al 1601. Non abbiamo notizie precise ma riteniamo che si ricostruisca la navata centrale e l’abside, che hanno caratteristiche architettoniche riconducibili a questo periodo.
È probabile che il campanile, in bello stile quattrocentesco, sia del secolo precedente, anche se, neanche a questo riguardo ci sono prove precise.
Nel 1626 i Confratelli del SS. Sacramento, della Chiesa parrocchiale, che appartengono ad una confraternita locale, decidono di associarsi all’Arciconfraternita del Suffragio in Roma ed in seguito a questa scelta domandavano all’Arciprete di poter erigere la Confraternita del Suffragio nella Chiesa di S. Antonio.
In occasione della peste del 1630-31 la Confraternita è già in attività. Nelle case attigue alla Chiesa funziona un lazzaretto per gli appestati.
Nel 1675 la chiesa viene concessa ufficialmente in uso alla "Confraternita del Suffragio" che vi organizza le proprie attività religiose ed umanitarie e chiede il permesso di apportare modifiche architettoniche per adattarla alle proprie necessità.
Nel 1680, infatti, la Confraternita costruisce l’Oratorio: l'ampio locale per le riunioni, con seggi in legno su tre pareti, che si apre lungo il fianco destro della navata centrale; circa dieci anni più tardi costruisce la cappella detta di Santa Maria del Suffragio di fronte all’Oratorio. Nel pavimento vi allestisce l'ossario per i confratelli. La chiesa con il passare del tempo viene arredata e arricchita di oggetti e quadri di valore.
Nel 1718 un fulmine danneggiò gravemente il campanile della chiesa di S. Antonio. Con la ricostruzione si modificò l’aspetto del campanile assumendo le forme attuali. Almeno fino all’inizio del ‘700 al posto dell’attuale copertura a spioventi in tegole vi era una cupola che poggiava su voltini angolari ancora visibili dall’interno della cella campanaria. Non abbiamo indicazioni se, tra la cupola e il piano su cui poggia ora la copertura attuale, vi fosse un tamburo circolare o ottagonale com’era per la torre comunale e per il campanile di S. Maria del Corlo.
Nel 1797 il governo della Repubblica Cisalpina soppresse la Confraternita espropriando la chiesa che venne affidata all'Ospedale di Lonato.
Nel 1880 la Chiesa della "Madonna del giglio" o "del casello”, poco fuori le mura cittadine, viene chiusa e l’immagine omonima ritenuta miracolosa viene trasportata in S.Antonio; nell’atrio della cappella di Santa Maria del Suffragio si allestisce un apposito altare dove il dipinto viene murato nella parete soprastante.
Durante la prima guerra mondiale soldati e prigionieri ospitati nelle chiese ingannavano l’attesa accanendosi contro le pareti, i quadri e gli altari aggiungendo rovina a rovina. La situazione di incuria faceva rilevare acqua che filtrava dai tetti e dalle crepe, terra addossata ai muri che ostruiva le finestre.
Tra il 1906 e il 1923 il senatore Ugo da Como mediante successive acquisizioni entrò in possesso della chiesa e iniziò nuovi restauri.
Sulla facciata fece affrescare la lunetta posta sopra l’ingresso dal pittore Cresseri (l’affresco è irrimediabilmente perduto), già ampiamente impiegato nelle decorazioni alla casa del Podestà e degli edifici circostanti.
A un’attenta osservazione dell’affresco, o meglio, della vecchia fotografia in bianco e nero eseguita nel ’29, si intuisce che il pittore si ispirò al piccolo bassorilievo ovale posto sulla campana grande (1685) del campanile di S.Antonio adattandola alla particolare forma della lunetta.
Il giorno 20 ottobre del 1929, completati i restauri, il senatore restituì la chiesa alla Comunità parrocchiale che festeggiò solennemente con l'intervento del Vescovo.
Nel 1954 sulla parete di fondo dell’Oratorio viene allestito l’altare in memoria dei Caduti delle guerre mondiali con due lapidi, una delle quali in memoria del sen. Da Como.
All’inizio degli anni ’70 gli oggetti, la statua del Santo e i quadri appesi alle pareti vennero allontanati per motivi precauzionali dando avvio a tre restauri delle tele ora conservate in Basilica.
Nel 1989 iniziò attività del Comitato per la valorizzazione della Chiesa di S.Antonio (oggi: Amici della Chiesa di S.Antonio) composto da volontari della via omonima; essi eseguirono molti lavori tra cui la tinteggiatura delle pareti, il restauro di due affreschi, il rifacimento delle finestre e del tetto, organizzarono concerti contribuendo a restituire questo significativo complesso storico religioso all’uso della comunità.

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